L’ira dei pendolari dopo l’Alta Velocità

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Una risposta

  1. pendolari roma napoli scrive:

    protesta pendolari roma-napoli anche i pendolari roma napoli stanno protestando: Oggetto: Comunicato dei pendolari dei treni Alta Velocità della tratta ROMA-NAPOLI in riferimento ai nuovi orari, in vigore a partire dal 13 dicembre 2009 Una sentita protesta si sta levando da parte dei pendolari contro i nuovi orari in vigore a partire dal 13 dicembre 2009. Si contesta, in particolare, la soppressione, da parte di Trenitalia, del treno AV 9601 ROMA-NAPOLI delle ore 7.25, senza che sia prevista alcuna valida sostituzione. Da quella data, il primo treno AV partirà da Roma Termini alle ore 09.00, per arrivare a Napoli alle ore 10.10 (e questo salvo ritardi, che al giorno d’oggi si verificano, purtroppo, in maniera molto frequente). In controtendenza rispetto alla campagna pubblicitaria relativa all’Alta Velocità, i nuovi orari penalizzano fortemente tutti coloro che devono recarsi da Roma a Napoli per motivi di lavoro, di studio o per altre esigenze meritevoli di tutela. È evidente, infatti, che il nuovo orario non consente di giungere nella città partenopea negli orari di ufficio. L’alternativa, a partire dal 13 dicembre, sarà quella di prendere un treno ES alle 6.45, che arriva alle 8.30, impiegando ben 105 minuti. Una diversa ipotesi contempla un treno IC delle 7.34, con arrivo alle ore 9.30, per un tempo di percorrenza pari a 116 minuti. L’utenza, in realtà, si aspettava un aumento dei treni in partenza da Roma tra le 7.25 e le 8.30, proprio a fronte della minore durata del tragitto. E questo anche in considerazione dell’aumento del costo dei biglietti e dell’abbonamento. Procedere con la soppressione di un treno in una fascia oraria essenziale, quale quella che va dalle ore 7 alle ore 8.30, senza prevedere valide alternative, soprattutto per chi ha l’esigenza di recarsi a Napoli in tempo utile per avviare la propria attività lavorativa, non si rivela una scelta opportuna per una società che dovrebbe fare, della soddisfazione dei propri clienti, un punto di forza della propria strategia aziendale. Non si spiegano, in definitiva, le ragioni in base alle quali una Società di trasporti di rilievo, come Trenitalia, decida di sopprimere un treno che garantisce a centinaia di pendolari di recarsi a NAPOLI, un treno – quello delle 7.25 – notevolmente frequentato, non da ultimo anche da personalità politiche, che hanno fatto della VALORIZZAZIONE DEL MEZZOGIORNO una irrinunciabile missione politica. Unire l’Italia, dimenticando di valorizzare la realtà territoriale napoletana e non tutelando il diritto dei lavoratori di potersi recare sul luogo di lavoro, è un modo di agire che non fa certo progredire il “Sistema Italia” attraverso la modernizzazione delle infrastrutture.

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