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«A Natale 30 euro in più sulle tredicesime»

«A Natale 30 euro in più sulle tredicesime»

Data: lunedì 16 novembre 2009 - 10:32:14 PM
Fonte: il mattino

La Cgia: per i dipendenti un lieve aumento grazie a inflazione e rivalutazioni contrattuali

«A Natale 30 euro in più sulle tredicesime»

Non è una gran cifra. Ma in tempo di magra tutto fa brodo. Sarà infatti di circa 30 euro l’aumento che i lavoratori italiani troveranno nella busta della prossima tredicesima. I conti li ha fatti la Cgia di Mestre. Due le categorie di dipendenti analizzate: operai specializzati e impiegati, entrambi occupati nel settore privato. Nel primo caso, si è preso a campione un profilo con un imponibile Irpef di 22.430 euro. Ebbene, la tredicesima mensilità, che nel 2008 è stata pari a 1.310 euro, quest’anno toccherà i 1.340 euro (con un aumento del +2,3%). Nel secondo caso è stato esaminato un altro profilo con un imponibile Irpef di oltre 30.000 euro. La tredicesima netta incassata l’anno scorso è stata di 1.740 euro. In questi giorni, invece, si ritroverà con un assegno di 1.775 euro (35 euro in più) pari ad un aumento, rispetto al 2008, del 2%. Questi piccoli aumenti - sottolinea la confederazione degli artigiani - sono dovuti sia all’aumento del 3,1% dell’indice delle rivalutazioni contrattuali (dato dal confronto della media dei primi 9 mesi del 2009 con lo stesso periodo del 2008) sia del contenuto aumento dell’inflazione che nei primi 9 mesi di quest’anno, è cresciuta dello 0,7% rispetto allo stesso intervallo di tempo dell'anno scorso. «Peccato - dice Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - che nel pacchetto di misure anti crisi in discussione in queste settimane, il governo non sembra intenzionato a detassare la tredicesima. Capiamo benissimo che la situazione dei nostri conti pubblici è molto difficile ma mai come in questo momento abbiamo la necessità di lasciare in tasca più soldi possibili alle famiglie italiane. È vero che non necessariamente con una tredicesima più pesante avremmo registrato fin da subito maggiori consumi, ma non ci sono solo gli acquisti di Natale. Con l’Epifania partiranno i saldi invernali e il forte scetticismo che serpeggia nel Paese non lascia presagire nulla di buono». Intanto arrivano conti più dettagliati sugli effetti della riduzione dell’acconto Irpef di novembre, riportati in tabella. La critica. Restano comunque preoccupati i consumatori. Anche se i calcoli sono corretti, e attestano un incremento della tredicesima il Natale 2009, per Federconsumatori ed Adusbef sarà un Natale surgelato. Lo scrivono le due associazioni spiegando che le ricadute della crisi economica che ha determinato casse integrazioni, licenziamenti e allontanamento di migliaia di precari dai cicli produttivi avranno ripercussioni importanti sul potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, e contemporaneamente lo stesso avverrà anche dalla chiusura di decine di migliaia di esercizi commerciali e di botteghe artigiane. Quindi - prosegue la nota - se non si interverrà con manovre di forte agevolazione della domanda di mercato, la situazione relativa ai consumi peggiorerà ulteriormente. Perciò chiediamo che almeno per il mese di dicembre si decidano due cose: la prima una detassazione della tredicesima e la seconda una forte riduzione dei prezzi attraverso l’anticipazione dei saldi nel mese di dicembre. L’Sos. Intanto il quotidiano «Avvenire» lancia l’allarme: «Un passo indietro, un sostegno in meno, un altro puntello tolto. Pare incredibile, ma sulla famiglia assistiamo a un’opera di progressiva sottrazione». Il giornale, in un editoriale dal titolo «Fisco e famiglia, Qui si smonta invece di costruire», attacca la Finanziaria che toglie risorse ai nuclei familiari. «Non solo in questa Finanziaria manca qualsiasi provvedimento strutturale di agevolazione - scrive il quotidiano dei vescovi - ma non vengono rinnovate neppure le misure di aiuto una tantum come il bonus varato lo scorso anno. Col risultato di sottrarre risorse ai nuclei con figli». Dopo aver ricordato che si discute da anni sul sostegno a chi ha figli, Avvenire rileva che «il governo, oggi figlio della coalizione che in campagna elettorale ha promesso l’adozione del quoziente familiare, ripiega inesorabilmente bandiere e intenzioni».

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